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Shiatsu: dare voce a ciò che è latente

Mis à jour : 22 févr. 2019

La storia del falegname Ch'ing



Una breve storia tratta dal Chuang-tzu 8 per parlare di ciò che mi sta più a cuore dello shiatsu: la sua capacità di dare forma ed espressione a ciò che è profondamente in noi. A volte non ci ascoltiamo e ciò si esprime in dolore e fastidio. Il lavoro dell'operatore è proprio quello di tenere la mente sgombra da teorie e interpretazioni rispetto a uke e lasciare emergere da sè ciò che è latente.



Il falegname Ch'ing


Ch'ing il falegname capo, stava intagliando un appoggio per appendervi strumenti musicali. Quando ebbe finito , l'opera apparve a coloro che la videro come qualcosa con il tocco di una esecuzione soprannaturale. Allora il principe Lu gli fece una domanda, "Che cosa c'è di misterioso nella tua arte?
"Nessun mistero, Altezza" rispose Ch'ing; " Eppure vi è qualcosa. Quando sto per mettermi a fare un portastrumenti evito ogni diminuzione del mio potere vitale. Innanzitutto riduco la mia mente allo stato di quiete assoluta. (...) Io entro in una foresta di montagna. Cerco un albero adatto. Esso contiene la forma richiesta, che viene poi elaborata. Io vedo il porta strumenti con gli occhi della mente, e allora mi siedo al lavoro: In altro modo non vi è nulla. Io metto la mia capacità naturale in relazione con quella del legno. Quello che sembrava essere dovuto ad una esecuzione soprannaturale nel mio lavoro è dovuto soltanto a questo." (#shiatsu)


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